Gli strumenti in musicoterapia.

Aggiornato il: lug 8


Quali strumenti musicali si utilizzano in musicoterapia? Il nostro articolo vi spiega quali sono i migliori alleati del musicoterapeuta durante il setting.



Quali strumenti si usano in musicoterapia?

E’ lecito affermare che, in musicoterapia, qualsiasi strumento possa essere utilizzato, nessuno escluso. Ci riferiamo sia alle percussioni, sia agli strumenti a corda o a fiato (cordofoni-aerofoni-elettrofoni), ma di provata efficacia in moltissimi casi risulta anche l’utilizzo degli strumenti idiofoni. Gli strumenti che un musicoterapeuta può utilizzare comprendono strumenti provenienti da qualsiasi tipo di cultura, compresa ovviamente la voce, a tutti gli effetti uno strumento in grado di produrre efficaci cambiamenti in ambito terapeutico.

Va comunque tenuto presente che, in base alle differenti caratteristiche di ciascuno strumento e del quadro clinico con cui il musicoterapeuta deve confrontarsi, alcuni strumenti risultino maggiormente efficaci rispetto ad altri. Questo tipo di scelta può risultare complessa e necessita pertanto di esperienza e formazione adeguata. Va inoltre considerato che, pur tenendo conto di ogni eventuale specifica patologia, l’agire del musicoterapeuta investe sempre e comunque, con le competenze specifiche della propria professione, la persona nella sua globalità - corpo-psiche-spirito - come afferma la Musicoterapia Umanistico Trasformativa[1].



Come scegliere uno strumento in musicoterapia?

Nella scelta dello strumento da usare è indispensabile, in base alla problematiche che ci si presentano, conoscerne a fondo le caratteristiche: timbrica, risonanza, altezze raggiungibili e modalità fisica con cui viene provocata la vibrazione che genera il suono.

Per ampliare l’efficacia del suo intervento terapeutico, un musicoterapeuta sarebbe bene fosse polistrumentista, anche se è sufficiente che acquisisca capacità che gli consentano di comunicare musicalmente con le persone di cui si prende cura. Ricordiamo infatti che il setting musicoterapico non è luogo di performance. La conoscenza approfondita è riservata ad uno o pochi strumenti, i cosiddetti strumenti personali, con i quali il musicoterapeuta ritiene di potersi esprimere con maggiore maestria.



Come utilizzare lo strumentario Orff in musicoterapia?

Il cosiddetto strumentario Orff è un insieme di strumenti ritmici e melodici usato molto di frequente in musicoterapia. Un tipico strumentario Orff comprende una vasta gamma di strumenti idiofoni, ovvero strumenti in cui il suono è prodotto direttamente dal materiale di cui lo strumento è composto, come ad esempio tamburi, sonagli, piatti, woodblock, triangoli, maracas, legnetti sonori, metallofoni, xilofoni, tubi, piatti, campanacci e campanelle intonate, piastre sonore e nacchere. Può essere composto da strumenti acquistabili direttamente in negozio o costruito con materiali d’uso comune. Il suo indubbio vantaggio è il fatto di poter essere utilizzato con facilità anche da persone totalmente prive di competenza musicale in attività definibili come “musica libera” o “esplorazione sonora”. Guidate nel percorso dal musicoterapeuta, le persone avranno modo di esprimere vissuti ed emozioni ad esse collegati oltre a beneficiare di un utile lavoro in campo riabilitativo. Inoltre, essendo composto da più strumenti di piccole dimensioni, può essere trasportato agevolmente.


Come approfondire l’utilizzo degli strumenti in musicoterapia?

E’ fondamentale che ogni musicoterapeuta mantenga attive le competenze sul proprio strumento musicale principale tramite una pratica attenta e costante. Ma oltre al percorso personale, anche attraverso la formazione è possibile ampliare ed incrementare la propria efficacia terapeutica inserendo tra le competenze anche quelle relative a strumenti utilizzati meno spesso, ma comunque utili e funzionali al successo terapeutico.

Nel corso triennale di formazione in musicoterapia Cesfor, ad esempio, alcuni laboratori pratici sono espressamente dedicati all’utilizzo di specifiche categorie di strumenti. Marco Patané tiene un workshop dedicato all’uso delle percussioni in contesto terapeutico, mentre Antonella Grusovin e Sylka Uhlig dedicano i loro laboratori rispettivamente alla vocalità e all’utilizzo del rap e della vocalità ritmica.

Oltre al percorso formativo triennale di base, Cesfor propone inoltre eventi singoli e percorsi brevi di aggiornamento per musicoterapeuti diplomati. Per rimanere aggiornati sulle iniziative di formazione è sufficiente inviare una mail a info@cesfor.bz.it e chiedere di essere inseriti nella newsletter.

[1] Ghiozzi, R,. Musicoterapia Umanistico Trasformativa Un approccio in divenire, ed. Borla, Roma

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