Musicoterapeuti sul campo: episodio 3. Sergio Meloni.

Aggiornato il: apr 27

Il terzo episodio dedicato ai progetti sul campo è molto particolare. Ci spostiamo in Sardegna, dove un professionista diplomato presso il corso triennale di formazione Cesfor ha ideato una ricerca in musicoterapia che ruota attorno ad uno strumento multisensoriale di sua invenzione.


Dopo i settori della disabilità intellettiva grave e dei ragazzi in affido o in casa famiglia ci occupiamo di ricerca in musicoterapia e di uno strumento in grado di far dialogare i mondi del disegno, della grafica e del suono.




Il musicoterapeuta.

Sergio Meloni si è diplomato in musicoterapia presso il Cesfor nel 2015 con una tesi intitolata “Verso un nuovo paese fertile, il Dissuono e la Musicoterapia Umanistico Trasformativa, Analisi e Ricerca".

E' laureato in Pedagogia presso l'Università degli studi di Cagliari (1987). Nel 2013 ha conseguito il Diploma di I livello in Musica e Nuove Tecnologie presso il Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Dal 1987 insegna Materie Letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria.

E’ iscritto all’associazione professionale di musicoterapia Punto di Svolta.

Sergio ama lavorare principalmente con un determinato gruppo di strumenti: clarinetto, chitarra, voce e strumentario Orff. I suoi ambiti di intervento sono i disturbi specifici dell’apprendimento, il disagio psichiatrico, il morbo di Parkinson e la tossicodipendenza.



Sperimentare la multisensorialità nella Musicoterapia Umanistico Trasformativa: il Dissuono.

Il termine dissuono (disegno+suono) definisce sia l'azione che il suono generato dal disegnare: il contatto puntiforme-ritmico o lineare-continuo con la tela o con la carta genera suoni diversi.

Il neologismo inglese utilizzabile è dZplaying

d = disinnu, drawing, disegno, dessin;

Z = Zeichnung (disegno in tedesco).

Lo strumento pensato, progettato, realizzato e sviluppato per permettere di percepire e usare musicalmente i rumori/suoni prodotti mentre si disegna sono le disinneddas / dZplayer, che possono essere definite uno strumento multisensoriale.


Sergio ha iniziato a immaginare questo strumento riflettendo su quelli che John Cage definisce small sounds, ovvero tutti quei suoni della vita quotidiana che generalmente sono trascurati o considerati rumori "destinati a rimanere impercettibili", ma che possono essere riconosciuti come interessanti quando si sviluppa una più attenta sensibilità verso tutto ciò che ci accade attorno.

Lo strumento è dotato di microfoni a contatto piezoelettrici che permettono di amplificare il segnale acustico altrimenti troppo debole e dunque poco udibile; inoltre, per un maggiore e migliore controllo del suono, vengono impiegati gli effetti pre-settati di un mixer (riverberi, delay, chorus, flanger e altri).

Le disinneddas possono essere utilizzate sia in posizione orizzontale, poggiate su un piano/tavola; sia in posizione verticale su un cavalletto.


Il metodo.

Gli strumenti e i punti di riferimento di questa ricerca sono le basi teoriche e le tecniche della MUT, Musicoterapia Umanistico Trasformativa, di Roberto Ghiozzi: il metodo è quello della Ricerca-Azione, ovvero "ricerca che avviene sul campo, cioè dove e come il fenomeno accade. Il suo fondamento è l'osservazione partecipata che presuppone l'essere nella situazione e contemporaneamente esserne osservatori".

Alla base di questa ricerca c'è l'ipotesi da verificare che l’impiego del disegno e la percezione della sua sonorità possa essere un efficace strumento per il miglioramento delle condizioni di auto-percezione individuale, scoperta, riconoscimento e osservazione delle proprie emozioni, della propria musicalità e della propria capacità di espressione artistica, con particolare riferimento a soggetti in cura e riabilitazione da condizioni di salute disabilitanti.

La ricerca finora è stata portata avanti attraverso incontri individuali e di gruppo.


Quali sono gli obiettivi della ricerca?

L’utilizzo delle disinneddas/dZplayer consente di comunicare ed esprimere nel qui ed ora, graficamente e musicalmente nel medesimo momento, il proprio mondo interiore, il proprio stato attuale. L’obiettivo della ricerca di Sergio è indagare se, e in che modalità, questo strumento possa facilitare:

- il contatto, la consapevolezza e la trasformazione dello stato-problema;

- l'espressione e il riconoscimento delle emozioni;

- la scoperta della possibilità di comunicare con un linguaggio non-verbale attraverso suoni e segni pur non essendo musicisti o artisti;

- l'attivazione e lo sviluppo dell'autonomia delle persone coinvolte;

- il supporto e la stimolazione del soggetto nei casi di riabilitazione fisica;

- il miglioramento dell'autostima;

- la lettura/narrazione insieme al soggetto del significato dei disegni e dei colori impiegati.


Gli esiti della ricerca. Conferme o delusioni?

I risultati finora osservati confermano l'ipotesi iniziale della ricerca. Le disinneddas permettono di comunicare e di esprimersi utilizzando due canali (quello grafico, disegno e/o scrittura, e quello musicale) facilitando la comunicazione e l'espressione. L'uso di un tale strumento "sperimentale" richiede la pratica attiva dei valori e dei capisaldi della Musicoterapia Umanistico Trasformativa, ovvero l'ascolto empatico profondo di sé e dell’altro, l'accettazione incondizionata della persona e il non-giudizio; questa base permette di sperimentare dei momenti di trasformazione profondi e significativi.


Musica per stare meglio.

Se sei interessato a diventare musicoterapeuta, approfondire la conoscenza di questa disciplina, indagarne il potenziale a livello lavorativo e professionale o semplicemente conoscere i suoi principi fondamentali e gli ambiti di applicazione, contatta Cesfor a info@cesfor.bz.it o telefona in sede allo 0471 272690.

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